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Il caos prossimo venturo. Intervista a Prem Shankar Jha

Una lunga stagione di disordine sociale e disequilibrio economico, assieme a uno scenario di guerra permanente popolato da eserciti, soldati o terroristi, in costante attività.

E' il mondo descritto da Prem Shankar Jha, economista e giornalista indiano, nel libro "Ilcaos prossimo venturo" Un'opera monumentale che ripercorre 700 anni di storia del capitalismo il quale oggi sta fagocitando qualsiasi tipo di istituzione affermata, dal welfare state agli Stati nazionali.

"La crisi finanziaria che ha distrutto l'ideologia neoliberale -afferma Jha- è il punto culminante del processo di deregolamentazione e il collasso è totale. L'unica alternativa possibile è un sistema di governo globale".    di Giulio Sensi - 30 dicembre 2008




1) La crisi europea

Una Europa unita su base federale è necessaria per poter sopravvivere e competere nel mondo. Per noi Italiani  è ancor più necessaria perché impone una standardizzazione in meglio, a cominciare dalla moneta, che la BCE ha l’obbligo di difendere dalla inflazione, la peggior nemica dei lavoratori a reddito fisso e dei pensionati.

I governanti dovrebbero ricordare una lezione della storia: nel 1834 la Germania era divisa in 35 principati e 4 città stato. Nella notte del 1° gennaio 1834 caddero in quasi tutti questi stati le frontiere e la Germania divenne un unico mercato senza dogane.

Con la fondazione della Zollverein (Unione Doganale) iniziò il decollo economico della Germania. Dopo 14 anni, nel 1849, la classe dirigente tedesca, riunita nella Dieta di Francoforte, scrisse la carta costituzionale del Deutches Reich, la cui corona venne offerta al Re di Prussia Federico Guglielmo IV.

Mancò allora a quel Leader il senso dello stato e  la Prussia dovette forgiare la propria potenza politica e leadership sui campi di battaglia della guerra con l’Austria prima e la Francia poi.

Il poeta Heinrich Heine scriveva in quegli anni nel poemetto "Deutschland ein  Wintermärken: „Das Zollverein wird unsere Volkstum begründen, es wird die Zersplitterte Vaterland zu einem Ganzen verbinden …. Sie gibt die innere Einheit uns, die so genannt materielle … , die Einheit in Denken und Sinnen; ein einiges Deutschland tut uns Not, einig nach Außen und Innen".

"La zona doganale forgerà il nostro popolo, riunirà la patria divisa, …. ci dà la unità interna, la cosiddetta unità materiale…. L’unità nel modo di pensare e di ragionare, abbiamo bisogno di una Germania unita, unita verso l’esterno e all’interno”. Le stesse parole e pensieri sono oggi applicabili alla comunità europea.

    Con l’Italia condannata da sempre ad un ruolo secondario per la sua inettitudine morale, culturale ed economica, la relazione tra Francia e Germania è ancora una volta determinante per il futuro dell’Europa.

Nonostante la fondazione della moneta unica,  manca clamorosamente la costruzione dello stato comune, prima di tutto una comune politica bancaria e fiscale. Altro esempio clamoroso è stato l'affossamento della politica estera, affidata alla scialba figura della Ashton e la mancata creazione di una forza militare europea di rapido intervento. Manca una politica scolastica comune e un libro condiviso di storia europea  che ponga in risalto ciò che ci unisce. Manca una politica linguistica orientata alla costruzione di un mercato del lavoro comune senza il quale rinunciamo a utilizzare molti dei nostri ingegni ed abilità migliori.

Manca, di fronte alla recessione una comune politica agricola e industriale con la capacità di approfittare della crisi per neutralizzare con investimenti comunitari mirati le debolezze strutturali più macroscopiche dei singoli paesi.

 

2) La domanda di equità

L’egalité, la rivoluzione francese insegna, è una aspirazione della democrazia. Essa si realizza mediante il perseguimento della equità. L’Italia a fronte dei molti buoni propositi sanciti nella sua costituzione non è  un paese equo: L’indice OCSE di equità (indice Gini) è tra i peggiori dei paesi europei.  Vi sono differenze salariali nell’ambito della stessa impresa di oltre 400 volte e, a fronte di pensioni misere, leggiamo dei 5 milioni di Euro di buonuscita di Guarguaglini o dei 20 milioni di Geronzi.

Alla metà dell' 800 Karl Marx aveva steso una diagnosi ed una prognosi semplice e chiara:

1) I capitalisti possiedono i mezzi di produzione

2) il resto della società deve vendere la sua forza lavoro ai capitalisti

3) Grazie al lavoro, che trasforma la materia in prodotti, le materie prime acquistate dai capitalisti assumono un maggior valore.

4) Il plusvalore è il guadagno dei capitalisti, la cui ricchezza e il cui potere aumentano di conseguenza.

5) I grandi capitali, grazie al loro potere, creano monopoli che stritolano i piccoli.

6) La ricchezza gradualmente si va concentrando in poche mani mentre il resto della società impoverisce e l'economia va in recessione perché non trova più acquirenti delle merci prodotte.

7) Scoppia la rivoluzione !

In realtà questo schema semplice e  lineare non è stato convalidato nel corso della storia.

All'interno della maggior parte degli stati i rapporti tra capitale e proletariato sono stati governati mediante un bilanciamento degli interessi e non con la guerra di classe o con le dittature, come  in Russia-Italia-Germania-Spagna.

Le condizioni del lavoro sono enormemente migliorate rispetto all'epoca di Marx: i lavoratori non sono divenuti schiavi delle macchine ma più spesso sono divenuti depositari della istruzione e della abilità di controllarle e con essa di controllare la produzione. Il tenore di vita è generalmente cresciuto.

Ciò ha però richiesto una perdurante attenzione ad evitare la naturale deriva del capitale verso l'ingordigia. In ciò si sono distinti particolarmente i governi delle social-democrazie nord-europee, certamente non il debole e remissivo Prodi e l’ineffabile governo Berlusconi.

Nel mondo attuale il capitale finanziario si muove  globalmente, libero dai controlli che gli stati nazionali in 150 anni hanno faticosamente realizzato, e la realtà che gli economisti descrivono è che lo 85% delle ricchezze del globo è detenuto dal 10% dei suoi abitanti mentre 3,5 miliardi di cittadini si accontentano dello 1,1%.

Le predizioni di Marx, faticosamente tamponate negli ultimi 150 anni, sono nuovamente divenute attuali. A giudicare dalla lentezza con cui (non) procede la costruzione di uno stato europeo, (fatto di popoli che pure hanno avuto un lungo percorso comune di cultura e stili di vita sotto Roma, l'impero carolingio, il sacro romano impero della nazione germanica) è altamente improbabile la possibilità di un governo mondiale, invocato dall’economista indiano Prem Shankar Jha , come l’unico in grado di regolare  l'ingordigia di questa nuova fase del capitalismo globale. Grazie alla globalizzaione il capitale internazionale ha messo sotto attacco il sistema di welfare europeo iniziando dal suo anello più debole e sconsiderato: La Grecia.

 

3) La recessione

 Mi attendo che finalmente il governo "batta un colpo" nel presentare una politica industriale di lungo respiro.

E' infatti ovvio  che la recessione va combattuta  con il massimo possibile di “intelligenti”  investimenti statali,  supportati per quanto possibile da fondi europei. Mi pare altrettanto ovvio che gli investimenti debbano seguire delle priorità  !

Io ritengo che la nostra assoluta priorità non siano TAV o ponte sullo stretto, ma la nostra dipendenza energetica.

Considerando sia i combustibili sia l'energia elettrica importata, l'Italia dipende dall'estero per circa il 78%. La bolletta energetica italiana (cioè il costo complessivo sostenuto dal Paese per le importazioni nette di prodotti energetici, non solo per la generazione elettrica) nel 2010 è stato pari a 51,7 miliardi di euro, ovvero il 3,3% del prodotto interno lordo.

In aggiunta, avvertono gli esperti, avremo in futuro sempre di più inverni gelidi ed estati torride  con il rischio di implosione del sistema.

Da incompetente, mi domando perché non investiamo in importanti  facilitazioni alle energie alternative  (ogni tetto un pannello, iniziando ovviamente dagli edifici pubblici!) finanziando i  privati fino al 70-80%.

E' un programma  presumibilmente a costo zero, perché si ripaga con i soldi di petrolio  e gas  risparmiati.

I cittadini potrebbero in futuro fare a costo zero il pieno di  piccole auto o scooter elettrici, prodotti  da industrie nazionali già competenti nella tecnologia.

Il  risparmio energetico  potrebbe  poi  venire investito  in facilitazioni per coibentare le case e/o renderle meno vulnerabili ai terremoti (legandone le pareti), ciò salverebbe dal fallimento le molte imprese edili in crisi.

Visto che la cantieristica è in crisi mi domando che fine hanno fatto i vecchi progetti delle autostrade del mare ?  L'adriatico in particolare è un mare chiuso ed è tranquillo la maggior parte dell'anno. Il trasporto dei Tir via mare permetterebbe un grande risparmio e disinquinamento.

E poi la banda larga, gli acquedotti, ecc. Questo è un paese tutto da rifare e  la disoccupazione non dovrebbe proprio esistere !

Sarebbe opportuno che il parlamento si esprimesse su queste questioni e spingesse ad agire o almeno a spiegare e giustificare ritardi e difficoltà. Purtroppo il parlamento è più impegnato a rappresentare i partiti che i cittadini.

Quella che ora viviamo è una guerra non convenzionale. Si tratta di una guerra economica. Ma è pur sempre una guerra!  In altre circostanze belliche si è ricorsi ai prestiti di guerra. Chi ha visto il film di Clint Eastwood "flags of our fathers" ricorda  la tesi del film:  la famosa foto dei marines che alzano la bandiera americana sull'isola di Iwo-Jima fu scattata di proposito ed intelligentemente usata per supportare la campagna del prestito di guerra. Quel prestito permise agli USA, che avendo esaurito il tesoro stavano per firmare l' armistizio con il Giappone, di concludere e vincere la guerra.

Non è vero che manchino i soldi: il debito pubblico è stato utilizzato da moltissimi italiani per ingrassare, chi più chi meno, i propri conti privati grazie ad evasione, baby pensioni, false invalidità e uso  truffaldino delle nostre tasse ad opera della casta.

    La patrimoniale potrebbe riscattare parzialmente il debito pubblico, sconta però il problema che in un paese corrotto e malavitoso finirebbero per pagarla i soliti noti. Diverrebbe accettabile se divenisse chiaro che l’evasione viene repressa con la galera ed il sequestro immediato dei beni.

 

                                                                                  4) Il parlamento della vergogna !

 C’è bisogno del parlamento! Lo stato si basa su tre poteri. Esecutivo, legislativo e giudiziario.

Il cittadino elegge il parlamento e il capo dell’esecutivo.

Il capo dell’esecutivo è il depositario della filosofia politica con la quale ha vinto le elezioni. Per adempiere al suo mandato deve dotare il suo governo del miglior personale competente disponibile.  Il suoi ministri non devono assolutamente essere parlamentari. I parlamentari (molto pochi) devono attenersi al compito di legiferare  e  di controllare, a cui  i cittadini li hanno eletti. A questo scopo devono essere molto presenti nella realtà sociale per ascoltare, consigliare e mediare (per questo li paghiamo bene e rimborsiamo i trasporti e le spese e li ospitiamo nelle foresterie degli enti pubblici o se non possibile in alberghi decorosi ma non di lusso.).

Un parlamentare ministro è una iattura perché è incompetente, maneggiato dalla burocrazia ministeriale o peggio dalle lobby. A questi personaggi dobbiamo molte delle nostre sventure.

Secondo le cifre fornite dai deputati radicali i privilegi della classe politica sono costati al paese 1 miliardo e 255 milioni di euro. Secondo i loro calcoli la sola camera dei deputati costa al cittadino 2215 euro al minuto. Il conto tiene probabilmente conto delle molte giornate di chiusura della camera  poiché 60’ x 24h x 365.2425 giorni in un anno= 525949.2 minuti,   2215x525949.2=1.170e+09  pari a 1.170.000.000 (1 miliardo e 170 milioni).

Ciò non è ovviamente tollerabile specie se la cifra viene standardizzata  sulla scarsissima produttività del parlamento e sulla miriade di scandali ed episodi corruttivi in cui molti di questi “onorevoli ?” sono coinvolti.

Un Milanese di tanti anni fa, Cesare Beccaria (1738-1794) scriveva nel suo libro "dei delitti e delle pene":

"Volete prevenire i delitti? fate che le leggi siano chiare, semplici e che tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle e nessuna parte di essa sia impiegata a distruggerle  .............................. fate che le leggi favoriscano meno le classi degli uomini che gli uomini stessi (ricorda alcunchè di recente: tassisti avvocati notai farmacisti e company ?)  ...................................Gli uomini schiavi sono più voluttuosi , più sfrenati più crudeli degli uomini liberi. Questi meditano sulle scienze, meditano sugli interessi della nazione, veggono grandi oggetti e li imitano; ma quelli contenti del giorno presente, cercano fra lo strepito del libertinaggio una distrazione dall'annientamento in cui si veggono. (  ricorda alcunchè di recente: qualcuno ...?) Avezzi all'incertezza dell'esito di ogni cosa , l'esito dei lor delitti diviene problematico (leggi indifferente) per essi, in favore della passione che li determina. "                                                                                  

                                                 ALCUNE NOTE DA FACEBOOK

L'ODISSEA DEI MARO'      martedì 15 gennaio 2013

A proposito della vicenda marò credo che manchi una informazione che ritengo fondamentale: quali erano le regole di ingaggio? Sicuramente i marò avevano delle regole, quali? Chi le aveva dettate? In particolare, erano sufficientemente chiare e dettagliate? Se sono state rispettate, i responsabili   non sono i marò ma le forze armate e lo Stato.

Poichè per esperienza personale so che nel mio mestiere il responsabile è colui che rimane con il cerino in mano, nella vicenda dei marò ho posto questa semplice domanda al Corriere (Sergio Romano), senza ricevere una risposta soddisfacente.

L'anteprima della vicenda è la decisione dell'allora ministro della difesa Ignazio La Russa, invano contrastato da Franco Frattini che ne intravvedeva il rischio, di promulgare il decreto legge del 12 luglio 2011, che rende possibile imbarcare i militari italiani su navi civili, unica eccezione tra le marine occidentali che allo scopo utilizzano solo contractors civili.

Ho finalmente trovato una ricostruzione convincente della vicenda ad opera del giornalista Michele di Salvo che giustamente sottolinea " Insomma, una sorta di “noleggio” di personale di protezione da parte dello Stato Italiano, che però successivamente al decreto “dimentica” di stabilire un protocollo chiaro di regole di ingaggio – ovvero della catena di comando e dell’iter procedurale per la determinazione di ciascuna azione militare. Abbiamo quindi una situazione preliminare in cui a bordo ed al comando di una nave civile e privata, in teoria la legge prevede l’uso dell’esercito o di milizie private, senonché le regole di ingaggio di queste ultime sono ancora da ultimare e aggiunge: "ci si dimentica che sono sotto processo, per accuse molto gravi, due fucilieri che hanno agito nell’ambito di un decreto ambiguo, a bordo di una nave civile, senza precise regole di ingaggio, ed a tutela di un carico privato"

 Questo lo stato dei fatti al momento attuale:

"In attesa del processo Sono due i punti fermi 1) l’Enrica Lexie non si trovava in acque internazionali, e la competenza è esclusiva del tribunale federale di Nuova Delhi 2) i due marò hanno sparato. Secondo la legge italiana ed i suoi protocolli extraterritoriali, in accordo con le risoluzioni dell’Onu che regolano la lotta alla pirateria internazionale, i marò a bordo della Enrica Lexie devono essere considerati personale militare in servizio su territorio italiano (la petroliera batteva bandiera italiana) e dovrebbero godere quindi dell’immunità giurisdizionale nei confronti di altri Stati.
La legge indiana dice invece che qualsiasi crimine commesso contro un cittadino indiano su una nave indiana – come la St. Antony – deve essere giudicato in territorio indiano, anche qualora gli accusati si fossero trovati in acque internazionali. A livello internazionale vige la Convention for the Suppression of Unlawful Acts Against the Safety of Maritime Navigation (SUA Convention), adottata dall’International Maritime Organization (Imo) nel 1988, che a seconda delle interpretazioni, indicano gli esperti, potrebbe dare ragione sia all’Italia sia all’India. La sentenza della Corte Suprema di New Delhi dovrebbe appunto regolare questa ambiguità, segnando un precedente legale per tutti i casi analoghi che dovessero verificarsi in futuro. Il caso dei due marò sarà una pietra miliare del diritto marittimo internazionale. E data la rilevanza di questo diritto per tutti i Paesi, la stessa Unione Europea ha scelto di “non entrare nel merito della questione” così come l’ONU che si è espressa in  un ambiguo “augurio che i due paesi sappiano dirimere la controversia in maniera pacifica”.

IL PAESE DEI CLOWN 

L'opinione dei socialisti tedeschi è che abbiamo votato per 2 Clown!
I nostri nonni hanno inventato, infettato e  infine distrutto l'Europa con il fascismo, ora minacciamo di infettarla con il clownismo.
Ricordo una lezione della storia: Subito dopo la riunificazione tedesca del 1871 vi fu una polemica tra l'opinione pubblica della lega del nord (Nordbund) a prevalenza protestante e mentalità rigorosa contro i Länder del sud a prevalenza cattolica, ritenuti, a torto o ragione, corrotti e finanziariamente inattendibili.
Il cancelliere Bismarck prese allora la decisione di togliere la capacità di spesa a Ludwig II di Baviera, accusato della rovina della finanza bavarese. Alcuni giorni dopo il corpo di Ludwig fu trovato annegato in un lago.
A torto o ragione, per l'opinione pubblica dell’odierna Europa, il Ludwig del 22° secolo, grazie ai comportamenti personali e alla sua responsabilità nel collasso della finanza statale, ha nome "Berlusconi".
Come faremmo noi al loro posto e come fecero i loro antenati della Nordbund, i lavoratori e i pensionati dei virtuosi paesi del nord chiedono prudenza ai loro leader e sono riottosi a far credito ed investire nella ripresa economica italiana in assenza di credibilità e correttezza! Non vi è dubbio che l’Europa ha tutto l’interesse ad investire nella modernizzazione del nostro paese, se governato in modo onesto e credibile.
Berlusconi (che con la sua campagna elettorale smaccatamente furbesca e clownesca ha recuperato il 30% degli italiani, evasori, condonatori tombali, difensori di rendite di posizione, faccendieri e camorristi, rapinatori del pubblico denaro, analfabeti di ritorno o ingenue vittime della crisi) appare a maggior ragione una sciagura.
Grillo, con la proposta di cancellare il governo, non poteva fare di meglio per far ridere le agenzie di rating e gli speculatori analogamente al palazzinaro del terremoto dell'Aquila. I nostri nonni hanno infettato e distrutto l'Europa col fascismo, i padri hanno minato la sua economia col berlusconismo, i figli che stanno per annegare la libereranno della nostra fastidiosa presenza con l'astensionismo.

LA PESSIMA LEGGE SULLA PRIVACY 

Padova 18/03/07

La pessima legge sulla privacy è stata citata a sproposito nel recente caso Sircana.
L’uomo pubblico, come il politico ed il magistrato, deve essere pronto ad una vita privata assolutamente trasparente e pubblica. L’esempio di Nixon e Clinton insegna.
Sarà poi compito delle istituzioni e dell’opinione pubblica valutare l’attendibilità delle notizie e  compito degli elettori valutare con favore o con sfavore vizi e virtù degli elegendi.  Molto più a sproposito lalegge sulla privacy  è inflessibilmente applicatanei confronti di chi ha il compito di monitorare l’esito a distanza delle procedure mediche o chirurgiche. Chi ha la fortuna di godere degli innegabili benefici del Sistema Sanitario Regionale si rende conto che è suo dovere di gratitudine verso i concittadini che il sistema finanziano e interesse dei suoi discendenti , riferire le complicanze o gli eventuali esiti infausti degli interventi medici subiti. Le causedi morte possono essere non correlate, correlate o dovute all’intervento medico. Da ultimo esse sono dovute  a carenza di conoscenze scientifiche o ad errore umano.

Sull’esempio della Genomica che offre un futuro di prevenzione e cure basate sulle uniche ed  irripetibili caratteristiche di ciascun individuo,  la conoscenza dell’esito degli interventi medici applica tecniche e modelli statistici atti a predire la loro efficacia nel tempo sulla base del mix di fattori di rischio che individualizza ciascun paziente. E’ tragico che, una Istituzione Pubblica come l’ISTAT, a seguito della stupida e malfatta legge sulla privacy, sia costretta a rifiutare ai ricercatori pubblici le informazioni riguardanti le modalità o cause di morte dei singoli pazienti, stilate dai  medici curanti sulle apposite schede, e fornisca solo dati aggregati forse utili a livelloburocratico-amministrativo ma di nessun valore per la ricerca e il confronto degli interventi  medici più efficacie e per la prognosi di singoli individui.

FUTURI MEDICI E SCIENZIATI, SERVE LUNGIMIRANZA (pubblicato su Gazzettino Padova 2003)

Lo sciopero e la manifestazione dei medici specializzandi, che reclamano il dovuto stato giuridico e contratto di lavoro, ricorda a questo paese distratto la necessità della lungimiranza. Nel caso della sanità lungimiranza significa prevedere la preparazione della prossima generazione di professionisti medici che è anche più importante delle mura in cui opereranno. Lo stupefacente progresso delle conoscenze e della tecnologia richiede di definire un pool di "Ospedali di Insegnamento" (singoli o consorziati macertificati dagli ordini e dalle società scientifiche) in grado per vastità di impegno nelle diverse branche della medicina, per disponibilità di attrezzature e personale, per capacità amministrativa, economica ed assicurativa, di fare fronte all'obbligo didattico. E' auspicabileche tra gli ospedali più qualificati ed appetibili dagli specializzandi ci siano, come nel resto del mondo, quelli sedi di Università perchè in grado di preparare non solo professionisti ma anche futuri scienziati. E' lecito perciò chiedere quando le Università verranno dotate delle necessarie risorse, autonomia e capacità gestionale ed organizzativa. In Medicina l'obbligo non consiste nella somministrazione di asettiche lezioni ex cattedra, ma nella capacità di inserire il personale in formazione nella attività ordinaria, con graduale e progressiva assunzione di responsabilità piene, analogamente a quanto per l'appunto accade nel resto del mondo.

Questo nonostante la schizofrenia della popolazione italiana che vuole medici migliori ma pretende di essere curata solo da primari.





La condanna di Berlusconi (1° Gennaio 2015)

A seguito della sentenza appena annunciata - perplesso !  Io ho insegnato statistica ai medici.

La ricerca scientifica basa sul metodo probabilistico la accettazione o la confutazione delle ipotesi.

In un epoca in cui si poteva finire in galera in base alle teorie di Lombroso, la legge penale inglese introdusse una metodologia di  analisi e di decisione che in seguito venne trasferito anche nelle scienze biologiche. 

Il metodo consiste di 3 fasi:

1) Ricerca dell’ evidenza: -compito della polizia e delle altreforze investigative (in statistica raccolta e validazione dati)

2) Valutazione della forza dell’evidenza: -compito della corte processuale (in statistica:  test di significatività, p-value o ndice di probabilità)

3) Decisione : - responsabilità del giudice o della giuria-  che sono istruiti a giudicare l’accusato innocente fino a che non viene provata, al dilà del  ragionevole dubbio, la colpevolezza (in statistica ipotesi alternativa verso ipotesi nulla).

Frequentemente in italia i processi penali sono processi indiziari:  perciò l'indignazione di  Berlusconi, che afferma di essere stato condannato in base a indizi e teorie, e si considera un condannato innocente!

E' giusto cercare di difendere il proprio onore ma meraviglia che il personaggio non rispetti come tutti la legge del suo paese e, avendone le possibilità economiche, non richieda invece un nuovo processo alla magistratura internazionale, che in basea quanto sopra detto, preferirebbe un colpevole in libertà a un innocente in galera.



A proposito del recente sciopero dei medici specializzandi28 marzo 2013 alle ore 17.57

A proposito del recente sciopero degli specializzandi ho di recente scritto una lunga lettera pubblicata integralmente dal Mattino di  Padova mercoledì 20/08/2008 dal titolo Medici Specializzandi, spina dorsale degli Ospedali .

In questa nota aggiungo qualche altra considerazione.

E’ mia personale opinione che le scuole di specialità non debbano essere necessariamente solo universitarie ma che quelle universitarie debbano essere le più appetibili. 

Le aspettative del pubblico nei riguardi della medicina vengono distorte dalla pubblicità che organizzazioni mediche, congressi, ospedali e singoli medici (-selling shoes- è tuttora la principale ragione di pubblicazione anche nelle riviste professionali) 

Eugene Blackstone che è stato mio maestro di Biostatistica, ha scritto recentemente su Circulation questo editoriale che concerne la valvola di Bjork Shiley responsabile di oltre 600 decessi per migrazione del disco.

Egli dice:  In medicina  abbiamo imparato che il peggio che si possa fare è cercare un culprit (capro espiatorio).

La cultura della colpa conduce ad una difesa che ostacola gli sforzi per cambiare il sistema e adottare le misure per prevenire o correggere gli errori

Fino a quando l’enfasi sarà sulla colpevolezza l’industria cercherà sempre di minimizzare le cattive notizie

Negli Stati Uniti questa cultura della colpevolezza ha portato alla perdita di alcuni tra Iipiù esperti medical providers, alla criticità di alcune specialità più a rischio,  tanto che oggi meno del 5% dei laureati americani sceglie una carriera chirurgica, alla insolvenza de facto del sistema sanitario.

Gli specializzandi sono indispensabili agli ospedali americani, che importano molti laureati stranieri.

Gi stipendi pagati agli specializzandi sono vantaggiosi al confronto di quelli degli specialisti e il limite di impegno molto elevato.

In Italia è limitato a un insipiente limite di 36 ore settimanli, assolutamente insufficienti a garantire la preparazione nell'arco limitato di 3-4 anni. Negli USA il limite di impegno di 320 ore al mese  è ritenuto insufficiente dalla maggior parte degli ospedali e per la cardiochirurgia in particolare il limite è stato già elevato a 352 ore al mese (88  ore alla settimana - contro le 36 ore italiane ).

Negli USA un ente si occupa dell’accreditamento delle scuole di specialità.

Il principio dell’accreditamento sussiste negli USA dagli anni 70 e in questo caso il nostro ritardo è di 30 anni dato che è  in corso attualmente.

Il processo si basa sulla  “ACCOUNTABILITY”  Attendevolezza  chè è un processo  con vari livelli di complessità …  che noi possiamo riassumere con  il termine "assunzione di responsabilità". 

A fronte di questa assunzione di responsabilità una assicurazione viene fornita dall’Università, grazie al concorso dello stato e alla legge del TORT CAP (Tetto massimo a fronte di una colpa), e continua a coprire ogni responsabilità anche dopo la specializzazione del medico.

Poiché l’ospedale di insegnamento ha lo scopo di trasmettere le abilità in medicina è indispensabile che sia messo in condizione di trattare I casi più impegnativi.

La legge del TORT CAP permette di salvare risorse altrimenti spese in avvocati e giudizi per permettere di impegnarle in salute, didattica, ricerca e servizi alla comunità

In europa è assodato che il danno va compensato in modo pieno ed intero.

 Ciò però richiede che la misura della assicurazione sia calcolata sul ” massimo danno temibile “ e che questo vada preventivato secondo una visione pessimistica che  il filosofo Jonas definisce " l’euristica della paura"

 L'anestesista svizzero Cerny fa notare che è la società nel suoi insieme trae vantaggio da insegnamento e ricerca per cui in contropartita e  in base ad un principio di giustizia essa dovrebbe partecipare ad  una ripartizione equa dei rischi e dei benefici.

Nel campo della ricerca clinica indipendente (Cioè non sovvenzionata dalla industria) il fatto che il dipendente ospedaliero possa essere chiamato in causa come solo garante delle decisioni prese sul campo (ad esempio noi stiamo sperimentando con successo il trattamento con i soli antiaggreganti della protesi aortica biologica, non previsto dalle attuali linee guida) non può che creare dei dubbi circa la sua determinazione a condurre in porto esperimenti clinici in assenza di una adeguata assicurazione.

 Cerny avverte che in svizzera in mancanza di una politica di assicurazione della ricerca clinica, molti studi di successo in corso da diversi anni dovranno essere interrotti. Poichè non vi sono sponsor commerciali , queste ricerche non dispongono infatti di copertura assicurativa e la mancata aderenza alle linee guida potrebbe venire considerata come malpractice.

 A fronte dell’interesse della società all’insegnamento e ricerca ci si domanda perchè solo l’azienda sanitaria  ed i dipendenti  (assicurandosi contro il diritto di rivalsa) debbano provvedere alla copertura del rischio del medico in formazione specialistica. 

Che lo specializzando, a fronte delle mansioni che sono di fatto quelle proprie del medico specialista, non sia adeguatamente protetto lo dimostra il fatto che la società italiana di pediatria abbia sentito il dovere di supplire una copertura assicurativa agli specializzandi in questa delicatissima attività.

A fronte di una litigiosità meno aggressiva rispetto alla americana, durante un solo mese l'istituzione svizzera di monitoraggio del rischio clinico ha denunciato 22 effetti indesiderabili gravi, che hanno richiesto ospedalizzazioni prolungate.

 A fronte di questi problemi e della necessità di maggiori risorse, Bertani ha recentemente provocativamente proposto di utilizzare i fondi utilizzati dal calcio.

Il problema è ovviamente politico e riguarda le priorità che qualsiasi paese a risorse limitate deve porsi considerando che ogni euro sprecato è un euro sottratto alle necessità primarie della vita.

Per quanto concerne l’Università, che ha simultaneamente la duplice missione di garantire la trasmissione ed il progresso del sapere e la sicurezza del paziente, non possiamo non chiedere che le necessità assicurative di didattica e ricerca siano considerate nel piano sanitario regionale e nei parametri di attribuzione del fondo regionale per la salute

 

Alla domanda "Quale assicurazione ?"  Io rispondo:

Adeguata protezione legale dell'operatore sanitario

Una legge analoga al tort cap

Procedure snelle di rimborso concordato

Un tetto di rimborso per danno commisurato alla capacità assicurativa di ciascun ospedale