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Posizione corrente

Pensionato. Già Ricercatore e Aiuto(Consultant,Oberartz) Istituto Chirurgia Cardiovascolare Università di Padova



e_mailgiulio.rizzoli@alice.it

Data di Nascita

14/04/1945

Educazione

“Liceo Classico J. Stellini “, Udine

Facoltà di Medicina  “Università di Padova”

 

Qualificazione

Specialista Chirurgia Generale, Padova

Specialista Chirurgia Cardio-Vascolare,

Specialista Statistica Sanitaria, Pavia

 

Fellowship

MD. FETCS, Fellow of the European Association Cardio-Thoracic Surgery

  

Informatica

Sistemi operativi Unix,  Windows, MS-Office, SAS, Stata

Lingue correnti

Membership


inglese, tedesco, francese

EACTS (European association for  Cardio-Thoracic surgery) CTSNET (Cardio-Thoracic surgery net)


** Perchè europei ? Perchè Europa significa solidarietà sociale, una buona scuola pubblica, una buona sanità pubblica, significa un gap accettabile tra salari minimi e massimi, garanzia di livelli di sopravvivenza tali da permettere lo sviluppo dello spirito, di una pubblica opinione e della democrazia. Europa significa paletti alla prevaricazione delle mafie (criminali, politiche ed economiche), accoglienza ai perseguitati del terzo mondo e il necessario e non rimandabile riequilibrio dell'uso e abuso delle risorse della terra.

Der Zollverain wird unser Volksthum begrunden, Er wird das zersplitterte Vaterland zu einem Ganzen verbinden....Sie gibt die innere Einheit uns, Die Einheit in denken und Sinnen; Ein einiges  Europa (orig. Deutschland ) tut uns Noth, Einig nach Aussen und Innen (Heinrich Heine: da Deutschland ein Wintermärken:

L'unione commerciale (leggi Euro) fonderà la nostra comunità. Unirà la patria divisa.... Ci da l'unità interiore, l'unità nel modo di pensare e ragionare. Di una Europa (in origine Germania) unita abbiamo bisogno, unita nelle relazioni esterne e in noi stessi

MA FATE MOLTA ATTENZIONE!  NON E' LA MONETA CHE FA L'EUROPA 

Der Friede in Europa und in der westlichen Welt beruht auf einem sehr viel festerem Fundament, als dem geld- und fiskalpolitischen der europäischen Gemeinschaftswährung.

La pace in Europa e nel mondo occidentale si basa su fondamenta ben più solide che sul denaro e la politica fiscale della moneta comune europea

Sono il parlamento e le istituzioni europee che devono consolidare queste fondamenta

"Il caso greco e non solo quello rendono chiaro che il processo che porterà a una sempre più stretta unione dei popoli europei, non è un processo spontaneo. Va strutturaro in modo variabile e va munito di uscite di emergenza, se lo si vuole in grado di  contrastare  e sopportare le minacce e gli attentati provenienti dall'esterno“    Berthold Kohler, „Frankfurter Allgemeine Zeitung

                                                         L'EUROPA E LA CRISI GRECA

Come spiega Prem Shankar Jha la globalizzazione obbliga il capitale internazionale ad attaccare il sistema di welfare europeo iniziando dalla Grecia che è la più esposta. Perchè l'Europa e in primis la Germania non deve e non può abbandonare la Grecia  lo spiega il patto di welfare su cui dal 1848 si è sviluppata la società tedesca in primis e tutte le società europee a seguire.

Conclusioni del congresso dei lavoratori a Berlino  dal 23 agosto al 3 settembre 1848.  Manifesto indirizzato alla assemblea costituente di Francoforte sul Meno

Noi lavoratori siamo per natura difensori dell'ordine e della pace perchè sappiamo bene che per vivere ne abbiamo bisogno. Porgiamo ai nostri concittadini e legislatori la mano e la attendibilità della nostra parola. Si ! vogliamo garantire l'ordine e la pace dei nostri stati . Possiamo garantirlo perchè ne abbiamo la forza e ne siamo  politicamente consapevoli. Solo se costretti dalla necessità, perchè minacciati e  con i nostri diritti respinti e trattati dal potere in modo disumano come prima, ostaggi del destino e costretti dalla più temibile necessità, da amici, i  più calorosi, dell'ordine costituito, potremo divenirne i più amari nemici. Berlino,2 settembre 1848

La CRISI ROMANA

Nessuno tocchi Marino: In politica il successo dipende spesso dalla cialtroneria, in chirurgia dipende dalla responsabilità. Tenetevi il chirurgo che diventerà certamente un buon amministratore !

"Non di una dittatura di partito vi è bisogno, bensì di una dittatura di municipio, di vigilanza urbana tecnica ed inflessibile, munita di pieni poteri amministrativi e politicamente neutrale" così scriveva Bettiza della sua lontana Spalato, nata come scampolo illirico di Roma e devastata nell'anima dalla guerra balcanica, alla ricerca di  un rifondatore municipale, un erede pragmatico di Diocleziano che la rimetta in sesto e la circondi ancora una volta di mura alte e indistruttibili

Italia: UN VOLGO DISPERSO CHE NOME NO HA

Noch ist Italien wie ich verließ,
noch stauben die Wege.
Noch ist der fremde geprellt, stellt er sich,
wie er auch will.
Deutsche Rechtlichkeit suchst du in allen Winkeln vergebens.
Leben und Weben ist hier, aber nicht Ordnung und Zucht.
Jeder sorgt nur für sich, ist eitel, misstrauet dem andern,
und die Meister des Staats sorgen nur wieder fuhr sich.
Schoen ist das Land! doch ach! Faustinen find ich nicht wieder.
Dass ist Italien nicht mehr, das ich mit Schmerzen verließ.

Goethes Gedicht, am ende 18 Jahrhundert!
Seitdem kein Wechselung in das Land der zwei Clown!


Dispersi non siamo in grado di capire che la globalizzaione imporraà ai nostri figli di  misurarsi con indiani cinesi ed altri che dispongono di scuole ed università efficienti, dove la valutazione di insegnanti ed allievi è una routine acquisita e le competenze  misurate dalle prove INVALSI sono ben poca cosa rispetto a quelle loro richieste e alle quali le loro scuole li preparano

 Italia: UN VOLGO DISPERSOCHE NOME NO HA

Ancora è l'Italia come la lasciai,

ancora strade polverose,

ancora lo straniero viene ingannato e sfruttato

comunque si presenti
Invano cerchi in tutti gli angoli un poco della correttezza tedesca.
Vi è vita qui ma non ordine e educazione.

Ognuno si preoccupa per se stesso, è orgoglioso e non ha fiducia nell'altro,

anche gli amministratori del paese si preoccupano solo di se stessi.
Bello è il paese ma aimè non c'è più Faustina (una donna amata presumo!)
Questa non è più l'Italia che io lasciai con dolore

Questa poesia di Goethe risale probabilmente alla fine del 700. Da allora non è cambiato nulla nel paese dei due pagliacci !


dispersi plaudiamo a politici che dormivano o facevano i fatti propri mentre già da trenta anni Livi Bacci e altri demografi annunciavano l'invasione dall'altra sponda del mediterraneo. Abbiamo le forze di polizia più numerose d'Europa ma non siamo in grado di identificare i rifugiati  verso i quali abbiamo un dovere di protezione e chi viene in cerca di lavoro ai quali possiamo offrire centinaia di caserme dismesse da restaurare e  centinaia di paesi appenninici e di territori  abbandonati che aspettano solo il lavoro dell'uomo per essere salvati da incendi frane ed alluvioni.

 

                                                                In memoria dei defunti

 G. Carducci        :"Contessa che è mai la vita? è l'ombra di  un sogno  fuggente. La favola breve è finita. Di eterno rimane l'amore! "

 A. B. Yehoshua : "Nessun uomo è autorizzato a vivere più del consentito, specialmente  se qualcuno ha intenzione di vivere in eterno. Il    destino di ogni uomo è morire ed essere sepolto, così da essere dimenticato dal cuore, così che la sua cenere trasportata come vento attraverso i campi  si mescoli ad altre, trasformandosi nella terra da cui germogliano le messi, o in polvere di strada che si appiccica i vivi e li segue per le vie del mondo"

 J. Von Eichendorf: Und meine Seele spannte weit seine Flügel aus, sie flog durch stillen Lande als flöge sich nach Haus.

Io la classe di belluno (con prof. Quirino Principe, Coccia, Rossano)                                                              La classe 3° liceo di Udine in gita a  Custoza

Dal settembre 1970 iniziava a frequentare come medico-interno la Clinica Chirurgica dell'Università di Padova, ove svolgeva attività assistenziale iniziando già dall'Aprile dello stesso anno a coprire il servizio di guardia notturna e festiva. Dal 1970 al 72 prestava servizio come esercitatore in Istologia Normale e Patologica presso la Patologia Generale.

Nel Febbraio 1971 superava l'esame dell'Educational Council of Foreign Medical Graduates, con il conseguente riconoscimento della propria laurea negli USA. Nell'Aprile 1972 era vincitore di una Borsa di Studio d'addestramento didattico e scientifico dell'Università di Padova ma avendo partecipato al National Intern Resident Matching Program, dal Giugno 1972 al Giugno 1973 prestava servizio presso il Michael Reese Hospital di Chicago, Illinois,USA, ospedale generale, affiliato alla Chicago University, come "Surgical Intern" ruotando tra tre servizi di chirurgia generale e tra il servizio di anestesia e la Emergency Room (ER).  Rientrato in Italia per adempiere gli obblighi di leva, dal Gennaio 74 dirigeva il Nucleo Sanitario del 64mo Gruppo IT di Bassano del Grappa ed entrava a far parte della III° Commissione Sanitaria di Bassano, in rappresentanza dell'Ispettorato del lavoro.

 Chiamato dal Prof. Vincenzo Gallucci (vedi  pagina presentazione) , allora aiuto della Clinica Chirurgica dell'Università di Padova, Il dott. Rizzoli dal 31/12/74 prendeva servizio come contrattista universitario quadriennale, divenendo responsabile di sala e coprendo i turni di guardia e reperibilità.

 Il 24/07/75 conseguiva la specializzazione in Chirurgia presso l'Università di Padova, discutendo con il prof. Pier Giuseppe Cevese una tesi sul "Trattamento chirurgico dell'embolia polmonare". In questo periodo teneva esercitazioni agli studenti, collaborava a tesi e lavori scientifici ed alla stesura di un protocollo per il trattamento dell'embolia polmonare massiva. Frequentava la sala operatoria come assistente, procedeva in prima persona a numerosi impianti di pace-maker e alla costruzione di fistole di Cimmino-Bresci per emodialisi ed occasionalmente praticava in prima persona, sotto tutorato, interventi per comunicazioni interatriali o malattie valvolari isolate. Nell'estate del 1978 aiutava il prof. D. Casarotto nel suo lavoro di riorganizzazione e riapertura del Centro Cardiochirurgico Blalock di Torino e lo assisteva nei primi 43 interventi lì praticati con pieno successo. Di fatto, svolgeva le mansioni di Aiuto ed era il responsabile del trattamento postoperatorio. Il 27/10/78 conseguiva presso l'Università di Roma il diploma di specialista in Cardioangiochirurgia, discutendo con il Prof. Provenzale una tesi sperimentale sulle "Modificazioni precoci dell'emodinamica cardiaca dopo intervento di sostituzione valvolare aortica con Heterograft Porcino".

Nel corso del 1979 frequentava il centro di cardiochirurgia dell'Università dell'Alabama in Birmingham USA, in qualità di "Fellow. Qui aveva modo di lavorare come assistente del prof. J.W.Kirklin, uno dei padri della Cardiochirurgia. Assisteva direttamente i prof. Kirklin e Pacifico nell'esecuzione di numerosi interventi e in numerose occasioni fungeva da tutore dei "Residents" nell'esecuzione di interventi di minore complessità. In quell'occasione era interessato dal prof. E.H. Blackstone all'uso delle metodiche statistiche applicate al ragionamento clinico ed alle emergenti, problematiche del trattamento computerizzato delle informazioni. Le relazioni col Prof. Blackstone sono state persistenti e proficue.

 Dal 1/1/80 ricopriva l'ufficio di Ricercatore Universitario Confermato presso la Clinica Chirurgica dell'Università di Padova ed era impegnato in un'attività operatoria costante praticando nel corso di quell'anno 32 interventi maggiori come primo operatore . Nel Luglio 1981 gli è affidato il corso didattico "Principi e Tecniche della Circolazione Extracorporea". Nel Marzo 82 insegna presso la scuola Infermieri Professionali dell'USL 21.Dal Settembre 83 al Gennaio 84 lavora come assistente presso il Centro di Cardiochirurgia dell'Università di Göttingen (Germania Federale), diretto dal Prof. Rainer De Vivie che ne apprezza la "Chirurgische Geschicklichkeit" (destrezza chirurgica). In più occasioni frequenta il centro di cardiochirurgia di Hannover diretto dal prof  Hans Georg Borst per impratichirsi del trattamento chirurgico delle aritmie, di cui ravvisava la necessità di iniziare la pratica in Padova e per osservare il trapianto cardiaco in un ospedale già pioniere per il trapianto di fegato ad opera di  Rudolf Pichlmayr

Dall'Ottobre 1985 gli era attribuita la qualifica di Aiuto ai fini assistenziali.

 Il dott. Rizzoli ha un'ottima conoscenza parlata e scritta della Lingua Inglese e Tedesca e scolastica della Francese. E' esperto nell'uso di pacchetti statistici come SAS e STATA. E' stato in passato un discreto programmatore lui stesso in RPN e in BASIC. Ha sviluppato in collaborazione con l'ingegner Karl Thomaseth del LADSEB CNR un programma per il controllo automatico della pressione arteriosa, implementato su personal computer Mcintosh, che è stato utilizzato nell'Unità Intensiva Cardiochirurgica..

Il dott. Rizzoli è autore o collaboratore di circa 110 pubblicazioni scientifiche, 92 delle quali pubblicate su prestigiose riviste internazionali e accessibili per consultazione nel data base PUBMED della biblioteca del Congresso USA.

Sei dei suoi lavori sono stati citati nel testo e referenze del volume "Cardiac Surgery", edito da J.W. Kirklin e B.G. Barrat Boyes, volume che stabilisce "lo standard per tutte le future pubblicazioni in Cardiochirurgia", (L.Parenzan).

La necessità di autofinanziarsi la ricerca, per mancanza di supporto istituzionale, non gli ha permesso, tra gli anni 80-90, di applicare conoscenze, sofisticate per l'epoca cui si fa riferimento, a grosse moli di dati con grande valenza statistica, ma a casistiche relativamente modeste di pazienti, per lo più operati di cardiopatie congenite. Più recentemente, grazie alla nuova gestione dei fondi del 60%, al finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità (progetto: sostituzioni funzionali, organi artificiali e trapianti d'organo 1996, sottoprogetto 2 Endoprotesi cardiovascolari: protesi valvolari cardiache, titolare prof. G. Thiene) ed al finanziamento della Regione Veneto (Ricerca sanitaria finalizzata n° 714/02/96 Analisi della sopravvivenza in Chirurgia valvolare), gli è stato possibile creare un data base che raccoglie i dati clinici essenziali dei pazienti operati per valvulopatia a Padova dal 1970 al 2009, che ha raccolto i dati di circa 10000 interventi  eseguiti su 8000 pazienti.

Dal 1997i è membro della European Association for Cardiothoracic Surgery (EACTS).

Il dott. Rizzoli è tra i pochi della sua generazione, ad essere attivo su Internet, dove ha collaborato alla discussione su temi cardiochirurgici che si svolgevano giornalmente sulla openheart-list e nella CTS-net (Cardio-thoracic surgery-net).

In seguito all'improvviso decesso del  prof. Vincenzo Gallucci, l'attività operatoria del dott. Rizzoli veniva drasticamente ridotta e di conseguenza ha potuto approfondire le sue conoscenze statistiche amatoriali, frequentando per tre anni successivi i corsi di Statistica Sanitaria presso l'Università di Pavia. Il 27/10/78 conseguiva il diploma di specialista in Statistica Medica col massimo dei voti (50/50) e la lode, discutendo una tesi su " Analisi della sopravvivenza in Chirurgia" .

 Il Dott. Rizzoli ha partecipato a migliaia di interventi di cardiochirurgia, assistendo nell'ordine il prof. PG. Cevese presso la Clinica Chirurgica dell'Università di Padova , il prof. V. Gallucci presso la Clinica Chirurgica prima e l'Istituto di Chirurgia Cardiovascolare poi , S. Brockmann e M. Feola al Michael Reese di Chicago, JW. Kirklin ed AD. Pacifico all' Università dell' Alabama in Birmingham, C. Valfrè e A. Mazzucco a Padova, R. De Vivie e HG. Borst in Germania, D. Casarotto a Torino e Padova.

 Ha eseguito come primo operatore o come docente, tra il gennaio 1980 e l'aprile 2000, 1303 interventi di tutti i gradi di difficoltà tra cui: 428 interventi di sostituzione valvolare, 70 valvuloplastiche, 100 reinterventi, 618 interventi di bypass aortocoronarico o complicanze infarto, 20 interventi per dissezione, 113 interventi in CEC e 54 senza CEC per cardiopatie congenite. Ha inoltre eseguito diversi interventi urgenti per complicanze dell'infarto, aneurismi in rottura o rotture post traumatiche, assistenze meccaniche. 

 Ha conseguito nei lunghi anni d'apprendistato ed attraverso l'esempio di numerosi maestri, capacità critica ed autonomia professionale. E' stato egli stesso insegnante per una schiera di giovani chirurghi, sia al tavolo operatorio sia in unità intensiva sia nella attività seminariale e didattica. Gli interventi cui ha collaborato sono diverse migliaia e numerosi sono gli interventi in cui ha svolto il ruolo di tutore dei colleghi più giovani tra cui alcuni attuali dirigenti medici .

 Dispone della abilitazione primariale conseguita nella sessione 1987.

Dall'agosto 1998 gli è stato conferito, su esame dello European Board of Thoracic and Cardiovascular Surgeons, il titolo di "FETCS" (Fellow European Thoracic Cardiovascular Surgery). Ha partecipato a due giudizi comparativi per professore associato presso l'Università di Roma prima e poi  nel 2000 presso l'università  di Padova, iIn entrambi i casi , come di preammatica  all'Università, i vincitori erano stati  preconcordati  

Si è pensionato nel luglio 2009 , soffrendo di ernie cervicali  acquisite al tavolo operatorio e non riconosciute dall'INAIL,  per non essere di peso ai colleghi e per la scarsa sicurezza sullavoro, imposta dalle nuove procedure di  "fast track" in carenza di personale.

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Pensionato. Già Ricercatore e Aiuto(Consultant,Oberartz) Istituto Chirurgia Cardiovascolare Università di Padova



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Data di Nascita

14/04/1945

Educazione

“Liceo Classico J. Stellini “, Udine

Facoltà di Medicina  “Università di Padova”

 

Qualificazione

Specialista Chirurgia Generale, Padova

Specialista Chirurgia Cardio-Vascolare,

Specialista Statistica Sanitaria, Pavia

 

Fellowship

MD. FETCS, Fellow of the European Association Cardio-Thoracic Surgery

  

Informatica

Sistemi operativi Unix,  Windows, MS-Office, SAS, Stata

Lingue correnti

Membership


inglese, tedesco, francese

EACTS (European association for  Cardio-Thoracic surgery) CTSNET (Cardio-Thoracic surgery net)


** Perchè europei ? Perchè Europa significa solidarietà sociale, una buona scuola pubblica, una buona sanità pubblica, significa un gap accettabile tra salari minimi e massimi, garanzia di livelli di sopravvivenza tali da permettere lo sviluppo dello spirito, di una pubblica opinione e della democrazia. Europa significa paletti alla prevaricazione delle mafie (criminali, politiche ed economiche), accoglienza ai perseguitati del terzo mondo e il necessario e non rimandabile riequilibrio dell'uso e abuso delle risorse della terra.

Der Zollverain wird unser Volksthum begrunden, Er wird das zersplitterte Vaterland zu einem Ganzen verbinden....Sie gibt die innere Einheit uns, Die Einheit in denken und Sinnen; Ein einiges  Europa (orig. Deutschland ) tut uns Noth, Einig nach Aussen und Innen (Heinrich Heine: da Deutschland ein Wintermärken:

L'unione commerciale (leggi Euro) fonderà la nostra comunità. Unirà la patria divisa.... Ci da l'unità interiore, l'unità nel modo di pensare e ragionare. Di una Europa (in origine Germania) unita abbiamo bisogno, unita nelle relazioni esterne e in noi stessi

MA FATE MOLTA ATTENZIONE!  NON E' LA MONETA CHE FA L'EUROPA 

Der Friede in Europa und in der westlichen Welt beruht auf einem sehr viel festerem Fundament, als dem geld- und fiskalpolitischen der europäischen Gemeinschaftswährung.

La pace in Europa e nel mondo occidentale si basa su fondamenta ben più solide che sul denaro e la politica fiscale della moneta comune europea

Sono il parlamento e le istituzioni europee che devono consolidare queste fondamenta

"Il caso greco e non solo quello rendono chiaro che il processo che porterà a una sempre più stretta unione dei popoli europei, non è un processo spontaneo. Va strutturaro in modo variabile e va munito di uscite di emergenza, se lo si vuole in grado di  contrastare  e sopportare le minacce e gli attentati provenienti dall'esterno“    Berthold Kohler, „Frankfurter Allgemeine Zeitung

                                                         L'EUROPA E LA CRISI GRECA

Come spiega Prem Shankar Jha la globalizzazione obbliga il capitale internazionale ad attaccare il sistema di welfare europeo iniziando dalla Grecia che è la più esposta. Perchè l'Europa e in primis la Germania non deve e non può abbandonare la Grecia  lo spiega il patto di welfare su cui dal 1848 si è sviluppata la società tedesca in primis e tutte le società europee a seguire.

Conclusioni del congresso dei lavoratori a Berlino  dal 23 agosto al 3 settembre 1848.  Manifesto indirizzato alla assemblea costituente di Francoforte sul Meno

Noi lavoratori siamo per natura difensori dell'ordine e della pace perchè sappiamo bene che per vivere ne abbiamo bisogno. Porgiamo ai nostri concittadini e legislatori la mano e la attendibilità della nostra parola. Si ! vogliamo garantire l'ordine e la pace dei nostri stati . Possiamo garantirlo perchè ne abbiamo la forza e ne siamo  politicamente consapevoli. Solo se costretti dalla necessità, perchè minacciati e  con i nostri diritti respinti e trattati dal potere in modo disumano come prima, ostaggi del destino e costretti dalla più temibile necessità, da amici, i  più calorosi, dell'ordine costituito, potremo divenirne i più amari nemici. Berlino,2 settembre 1848

La CRISI ROMANA

Nessuno tocchi Marino: In politica il successo dipende spesso dalla cialtroneria, in chirurgia dipende dalla responsabilità. Tenetevi il chirurgo che diventerà certamente un buon amministratore !

"Non di una dittatura di partito vi è bisogno, bensì di una dittatura di municipio, di vigilanza urbana tecnica ed inflessibile, munita di pieni poteri amministrativi e politicamente neutrale" così scriveva Bettiza della sua lontana Spalato, nata come scampolo illirico di Roma e devastata nell'anima dalla guerra balcanica, alla ricerca di  un rifondatore municipale, un erede pragmatico di Diocleziano che la rimetta in sesto e la circondi ancora una volta di mura alte e indistruttibili

Italia: UN VOLGO DISPERSO CHE NOME NO HA

Noch ist Italien wie ich verließ,
noch stauben die Wege.
Noch ist der fremde geprellt, stellt er sich,
wie er auch will.
Deutsche Rechtlichkeit suchst du in allen Winkeln vergebens.
Leben und Weben ist hier, aber nicht Ordnung und Zucht.
Jeder sorgt nur für sich, ist eitel, misstrauet dem andern,
und die Meister des Staats sorgen nur wieder fuhr sich.
Schoen ist das Land! doch ach! Faustinen find ich nicht wieder.
Dass ist Italien nicht mehr, das ich mit Schmerzen verließ.

Goethes Gedicht, am ende 18 Jahrhundert!
Seitdem kein Wechselung in das Land der zwei Clown!


Dispersi non siamo in grado di capire che la globalizzaione imporraà ai nostri figli di  misurarsi con indiani cinesi ed altri che dispongono di scuole ed università efficienti, dove la valutazione di insegnanti ed allievi è una routine acquisita e le competenze  misurate dalle prove INVALSI sono ben poca cosa rispetto a quelle loro richieste e alle quali le loro scuole li preparano

 Italia: UN VOLGO DISPERSOCHE NOME NO HA

Ancora è l'Italia come la lasciai,

ancora strade polverose,

ancora lo straniero viene ingannato e sfruttato

comunque si presenti
Invano cerchi in tutti gli angoli un poco della correttezza tedesca.
Vi è vita qui ma non ordine e educazione.

Ognuno si preoccupa per se stesso, è orgoglioso e non ha fiducia nell'altro,

anche gli amministratori del paese si preoccupano solo di se stessi.
Bello è il paese ma aimè non c'è più Faustina (una donna amata presumo!)
Questa non è più l'Italia che io lasciai con dolore

Questa poesia di Goethe risale probabilmente alla fine del 700. Da allora non è cambiato nulla nel paese dei due pagliacci !


dispersi plaudiamo a politici che dormivano o facevano i fatti propri mentre già da trenta anni Livi Bacci e altri demografi annunciavano l'invasione dall'altra sponda del mediterraneo. Abbiamo le forze di polizia più numerose d'Europa ma non siamo in grado di identificare i rifugiati  verso i quali abbiamo un dovere di protezione e chi viene in cerca di lavoro ai quali possiamo offrire centinaia di caserme dismesse da restaurare e  centinaia di paesi appenninici e di territori  abbandonati che aspettano solo il lavoro dell'uomo per essere salvati da incendi frane ed alluvioni.

 

                                                                In memoria dei defunti

 G. Carducci        :"Contessa che è mai la vita? è l'ombra di  un sogno  fuggente. La favola breve è finita. Di eterno rimane l'amore! "

 A. B. Yehoshua : "Nessun uomo è autorizzato a vivere più del consentito, specialmente  se qualcuno ha intenzione di vivere in eterno. Il    destino di ogni uomo è morire ed essere sepolto, così da essere dimenticato dal cuore, così che la sua cenere trasportata come vento attraverso i campi  si mescoli ad altre, trasformandosi nella terra da cui germogliano le messi, o in polvere di strada che si appiccica i vivi e li segue per le vie del mondo"

 J. Von Eichendorf: Und meine Seele spannte weit seine Flügel aus, sie flog durch stillen Lande als flöge sich nach Haus.

Io la classe di belluno (con prof. Quirino Principe, Coccia, Rossano)                                                              La classe 3° liceo di Udine in gita a  Custoza

Dal settembre 1970 iniziava a frequentare come medico-interno la Clinica Chirurgica dell'Università di Padova, ove svolgeva attività assistenziale iniziando già dall'Aprile dello stesso anno a coprire il servizio di guardia notturna e festiva. Dal 1970 al 72 prestava servizio come esercitatore in Istologia Normale e Patologica presso la Patologia Generale.

Nel Febbraio 1971 superava l'esame dell'Educational Council of Foreign Medical Graduates, con il conseguente riconoscimento della propria laurea negli USA. Nell'Aprile 1972 era vincitore di una Borsa di Studio d'addestramento didattico e scientifico dell'Università di Padova ma avendo partecipato al National Intern Resident Matching Program, dal Giugno 1972 al Giugno 1973 prestava servizio presso il Michael Reese Hospital di Chicago, Illinois,USA, ospedale generale, affiliato alla Chicago University, come "Surgical Intern" ruotando tra tre servizi di chirurgia generale e tra il servizio di anestesia e la Emergency Room (ER).  Rientrato in Italia per adempiere gli obblighi di leva, dal Gennaio 74 dirigeva il Nucleo Sanitario del 64mo Gruppo IT di Bassano del Grappa ed entrava a far parte della III° Commissione Sanitaria di Bassano, in rappresentanza dell'Ispettorato del lavoro.

 Chiamato dal Prof. Vincenzo Gallucci (vedi  pagina presentazione) , allora aiuto della Clinica Chirurgica dell'Università di Padova, Il dott. Rizzoli dal 31/12/74 prendeva servizio come contrattista universitario quadriennale, divenendo responsabile di sala e coprendo i turni di guardia e reperibilità.

 Il 24/07/75 conseguiva la specializzazione in Chirurgia presso l'Università di Padova, discutendo con il prof. Pier Giuseppe Cevese una tesi sul "Trattamento chirurgico dell'embolia polmonare". In questo periodo teneva esercitazioni agli studenti, collaborava a tesi e lavori scientifici ed alla stesura di un protocollo per il trattamento dell'embolia polmonare massiva. Frequentava la sala operatoria come assistente, procedeva in prima persona a numerosi impianti di pace-maker e alla costruzione di fistole di Cimmino-Bresci per emodialisi ed occasionalmente praticava in prima persona, sotto tutorato, interventi per comunicazioni interatriali o malattie valvolari isolate. Nell'estate del 1978 aiutava il prof. D. Casarotto nel suo lavoro di riorganizzazione e riapertura del Centro Cardiochirurgico Blalock di Torino e lo assisteva nei primi 43 interventi lì praticati con pieno successo. Di fatto, svolgeva le mansioni di Aiuto ed era il responsabile del trattamento postoperatorio. Il 27/10/78 conseguiva presso l'Università di Roma il diploma di specialista in Cardioangiochirurgia, discutendo con il Prof. Provenzale una tesi sperimentale sulle "Modificazioni precoci dell'emodinamica cardiaca dopo intervento di sostituzione valvolare aortica con Heterograft Porcino".

Nel corso del 1979 frequentava il centro di cardiochirurgia dell'Università dell'Alabama in Birmingham USA, in qualità di "Fellow. Qui aveva modo di lavorare come assistente del prof. J.W.Kirklin, uno dei padri della Cardiochirurgia. Assisteva direttamente i prof. Kirklin e Pacifico nell'esecuzione di numerosi interventi e in numerose occasioni fungeva da tutore dei "Residents" nell'esecuzione di interventi di minore complessità. In quell'occasione era interessato dal prof. E.H. Blackstone all'uso delle metodiche statistiche applicate al ragionamento clinico ed alle emergenti, problematiche del trattamento computerizzato delle informazioni. Le relazioni col Prof. Blackstone sono state persistenti e proficue.

 Dal 1/1/80 ricopriva l'ufficio di Ricercatore Universitario Confermato presso la Clinica Chirurgica dell'Università di Padova ed era impegnato in un'attività operatoria costante praticando nel corso di quell'anno 32 interventi maggiori come primo operatore . Nel Luglio 1981 gli è affidato il corso didattico "Principi e Tecniche della Circolazione Extracorporea". Nel Marzo 82 insegna presso la scuola Infermieri Professionali dell'USL 21.Dal Settembre 83 al Gennaio 84 lavora come assistente presso il Centro di Cardiochirurgia dell'Università di Göttingen (Germania Federale), diretto dal Prof. Rainer De Vivie che ne apprezza la "Chirurgische Geschicklichkeit" (destrezza chirurgica). In più occasioni frequenta il centro di cardiochirurgia di Hannover diretto dal prof  Hans Georg Borst per impratichirsi del trattamento chirurgico delle aritmie, di cui ravvisava la necessità di iniziare la pratica in Padova e per osservare il trapianto cardiaco in un ospedale già pioniere per il trapianto di fegato ad opera di  Rudolf Pichlmayr

Dall'Ottobre 1985 gli era attribuita la qualifica di Aiuto ai fini assistenziali.

 Il dott. Rizzoli ha un'ottima conoscenza parlata e scritta della Lingua Inglese e Tedesca e scolastica della Francese. E' esperto nell'uso di pacchetti statistici come SAS e STATA. E' stato in passato un discreto programmatore lui stesso in RPN e in BASIC. Ha sviluppato in collaborazione con l'ingegner Karl Thomaseth del LADSEB CNR un programma per il controllo automatico della pressione arteriosa, implementato su personal computer Mcintosh, che è stato utilizzato nell'Unità Intensiva Cardiochirurgica..

Il dott. Rizzoli è autore o collaboratore di circa 110 pubblicazioni scientifiche, 92 delle quali pubblicate su prestigiose riviste internazionali e accessibili per consultazione nel data base PUBMED della biblioteca del Congresso USA.

Sei dei suoi lavori sono stati citati nel testo e referenze del volume "Cardiac Surgery", edito da J.W. Kirklin e B.G. Barrat Boyes, volume che stabilisce "lo standard per tutte le future pubblicazioni in Cardiochirurgia", (L.Parenzan).

La necessità di autofinanziarsi la ricerca, per mancanza di supporto istituzionale, non gli ha permesso, tra gli anni 80-90, di applicare conoscenze, sofisticate per l'epoca cui si fa riferimento, a grosse moli di dati con grande valenza statistica, ma a casistiche relativamente modeste di pazienti, per lo più operati di cardiopatie congenite. Più recentemente, grazie alla nuova gestione dei fondi del 60%, al finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità (progetto: sostituzioni funzionali, organi artificiali e trapianti d'organo 1996, sottoprogetto 2 Endoprotesi cardiovascolari: protesi valvolari cardiache, titolare prof. G. Thiene) ed al finanziamento della Regione Veneto (Ricerca sanitaria finalizzata n° 714/02/96 Analisi della sopravvivenza in Chirurgia valvolare), gli è stato possibile creare un data base che raccoglie i dati clinici essenziali dei pazienti operati per valvulopatia a Padova dal 1970 al 2009, che ha raccolto i dati di circa 10000 interventi  eseguiti su 8000 pazienti.

Dal 1997i è membro della European Association for Cardiothoracic Surgery (EACTS).

Il dott. Rizzoli è tra i pochi della sua generazione, ad essere attivo su Internet, dove ha collaborato alla discussione su temi cardiochirurgici che si svolgevano giornalmente sulla openheart-list e nella CTS-net (Cardio-thoracic surgery-net).

In seguito all'improvviso decesso del  prof. Vincenzo Gallucci, l'attività operatoria del dott. Rizzoli veniva drasticamente ridotta e di conseguenza ha potuto approfondire le sue conoscenze statistiche amatoriali, frequentando per tre anni successivi i corsi di Statistica Sanitaria presso l'Università di Pavia. Il 27/10/78 conseguiva il diploma di specialista in Statistica Medica col massimo dei voti (50/50) e la lode, discutendo una tesi su " Analisi della sopravvivenza in Chirurgia" .

 Il Dott. Rizzoli ha partecipato a migliaia di interventi di cardiochirurgia, assistendo nell'ordine il prof. PG. Cevese presso la Clinica Chirurgica dell'Università di Padova , il prof. V. Gallucci presso la Clinica Chirurgica prima e l'Istituto di Chirurgia Cardiovascolare poi , S. Brockmann e M. Feola al Michael Reese di Chicago, JW. Kirklin ed AD. Pacifico all' Università dell' Alabama in Birmingham, C. Valfrè e A. Mazzucco a Padova, R. De Vivie e HG. Borst in Germania, D. Casarotto a Torino e Padova.

 Ha eseguito come primo operatore o come docente, tra il gennaio 1980 e l'aprile 2000, 1303 interventi di tutti i gradi di difficoltà tra cui: 428 interventi di sostituzione valvolare, 70 valvuloplastiche, 100 reinterventi, 618 interventi di bypass aortocoronarico o complicanze infarto, 20 interventi per dissezione, 113 interventi in CEC e 54 senza CEC per cardiopatie congenite. Ha inoltre eseguito diversi interventi urgenti per complicanze dell'infarto, aneurismi in rottura o rotture post traumatiche, assistenze meccaniche. 

 Ha conseguito nei lunghi anni d'apprendistato ed attraverso l'esempio di numerosi maestri, capacità critica ed autonomia professionale. E' stato egli stesso insegnante per una schiera di giovani chirurghi, sia al tavolo operatorio sia in unità intensiva sia nella attività seminariale e didattica. Gli interventi cui ha collaborato sono diverse migliaia e numerosi sono gli interventi in cui ha svolto il ruolo di tutore dei colleghi più giovani tra cui alcuni attuali dirigenti medici .

 Dispone della abilitazione primariale conseguita nella sessione 1987.

Dall'agosto 1998 gli è stato conferito, su esame dello European Board of Thoracic and Cardiovascular Surgeons, il titolo di "FETCS" (Fellow European Thoracic Cardiovascular Surgery). Ha partecipato a due giudizi comparativi per professore associato presso l'Università di Roma prima e poi  nel 2000 presso l'università  di Padova, iIn entrambi i casi , come di preammatica  all'Università, i vincitori erano stati  preconcordati  

Si è pensionato nel luglio 2009 , soffrendo di ernie cervicali  acquisite al tavolo operatorio e non riconosciute dall'INAIL,  per non essere di peso ai colleghi e per la scarsa sicurezza sullavoro, imposta dalle nuove procedure di  "fast track" in carenza di personale.